Argomenti:

  • La conservazione dei prodotti TVTB
  • Le farfalline

 

La conservazione dei prodotti TVTB è semplice.

I nostri prodotti sono senza conservanti artificiale. Questo perché vogliamo essere la soluzione più naturale possibile per la tua dieta. Noi siamo disposti a sostenere le conseguenze di questa scelta, che sono sostanzialmente quelle di dover produrre meno e più frequentemente (aumentando i nostri costi di produzione) e di dover mantenere i prodotti in cella frigo, nei mesi più caldi, e in ambienti comunque freschi, durante quelli mediamente caldi.

Quando il prodotto passerà dalle nostre alle tue mani, anche tu dovrai mettere cura nella loro conservazione, altrimenti rischi che il tuo investimento in qualità, salute e gusto venga sprecato.
Ti consigliamo quindi alcune semplici precauzioni.

Non potendo analizzare ogni caso specifico, daremo qui delle linee guida generali.

Le farine.

La conservazione delle farine deve avvenire in un luogo fresco e asciutto. Tale luogo non è il pensile della cucina. In cucina infatti ci sono frequenti sbalzi di calore e di umidità, niente di più idoneo per attivare lo sviluppo delle farfalline.

Il posto ideale, in cui vi consigliamo di tenere le farine, soprattutto nei mesi caldi, rimane comunque il frigorifero. Esse contengono infatti nutrienti sensibili alle temperature troppo elevate, che potrebbero inattivarsi (vitamine) o irrancidirsi (oli e acidi grassi). Dunque perché rischiare di snaturare le preziose proprietà di questo alimento?

Se credi che le confezioni siano state esposte a temperature elevate o noti che il luogo in cui le hai tenute, seppure fresco si è scaldato per via della torrida estate di turno, allora hai una soluzione: metti il sacchetto in freezer per 48 ore. Questo trattamento termico blocca lo sviluppo di farfalline e può essere ripetuto ogni 3-4 settimane, qualora perdurassero condizioni non ideali di conservazione.

I biscotti

Il tempo di conservazione di tutti i nostri biscotti è di almeno 7 mesi, alcuni di essi sono particolarmente resistenti e possono anche superare questo limite. Non troverai scritto più di 7 mesi, perché sono ancora in corso i testi di longevità.

I più resistenti sono i Nocciolao e i Pan di zenzero. Nocciolao ha pochissimi ingredienti e tutti molto resistenti all’invecchiamento. Pan di zenzero sono protetti dallo zenzero e dalla cannella, spezie che conservano naturalmente gli alimenti.

I prodotti più delicati sono i biscotti che contengono burro: TVTBaci, Dolcereale, Fior di Lavanda, Biciolin. Questi resistono in luogo fresco e asciutto per 7 mesi, ma vale un po’ il discorso fatto con le farine: se vengono conservati in ambienti non idonei (tipo il pensile della cucina), possono irrancidire prima. Anche qui, in caso di dubbio, conservarli in frigo… ma son sicuro che in caso di dubbio, la soluzione più gradita sia mangiarli subito!

Crostatine

Questi prodotti, per via del burro e delle confetture si conservano meglio in frigo fino a 15 giorni.

Pane

Il tempo di conservazione medio della pagnotta integra è di circa 6-7 giorni. In questi 6-7 giorni rischia comunque di seccare, se conservato in modo improprio.
Una volta il pane veniva avvolto in uno straccio dopo essere stato sfornato e poi veniva riposto in uno scomparto del tavolo da cucina o nell’arca, per isolarlo dal resto della stanza.
Il pane cede inizialmente umidità al canovaccio di lino, che però la trattiene e rimane a disposizione del pane. La pagnotta può ancora riassorbirla, se secca troppo.
Straccio di lino e riparo nel mobile servivano a creare un muro clima ideale per la pagnotta.

Metodo 1: pane + canovaccio di lino (o sacchetto di carta) + busta di plastica

Se sei un purista del pane, non vorrai conservarlo in freezer.
Puoi quindi replicare lo schema di conservazione che facevano una volta, usando un sacchetto di plastica esterno e un canovaccio di lino o un sacchetto di carta per lo strato interno. Il sacchetto di plastica è però un isolante molto efficace, quindi si rischia, chiudendolo troppo, di creare un ambiente troppo umido all’interno, favorendo così il fiorire di muffe. Se usi un sacchetto di amido di mais (quelli biodegradabili) permetterà un grado di traspirazione maggiore.

Il rischio opposto è quello di lasciarlo troppo aperto e vedere la pagnotta seccare velocemente.
All’inizio l’equilibrio si trova quindi per prove ed errori: se una volta va a male perché ammuffisce, la volta dopo si prova a tenere il sacchetto più aperto.
La soluzione è mangiare il pane più velocemente di quanto si secca.

Considera che l’ambiente della cucina, oltre ad essere variabile per il tipo di uso che se ne fa, è anche soggetto a variazioni stagionali o legate al meteo, quindi l’equilibrio tra apertura del sacchetto e e umidità interna a questo può variare da periodo a periodo.

Tra i due equilibri, meglio essere sbilanciati verso il sacchetto più aperto, così il pane, se secca, si può recuperare. 
Questa cosa è davvero incredibile, almeno se non l’hai mai provata prima: puoi prendere una fetta di pane secco e lo fai tornare morbido: sai come fare?

Come ammorbidire pane secco

La condizione migliore è quando il pane secco è nella forma di una fetta e non presenta muffe.
Prendi la fetta e falle gocciolare sopra poche gocce di acqua. Mettila in una padella asciutta sul fuoco basso e un coperchio. Lasciala per qualche minuto. Sfornerai un pane morbido e caldo quasi come se fosse appena sfornato

Metodo 2: congelatore

C’è chi di ce che il pane congelato perde gusto, ma il nostro ne ha così tanto che un po’ lo possiamo anche sacrificare sull’altare della comodità. 
Quando il pane è fresco lo si taglia a fette o a piccoli pezzi e lo si congela. Se rimane nel congelatore solo qualche giorno, scongeleremo un pane comunque ottimo e se vogliamo farlo rendere al meglio, una passata in padella o in forno prima di mangiarlo, lo rende tiepido e ne valorizza i profumi.

Grissini e crackers

Sono prodotti secchi, quindi vanno protetti dall’umidità che possono assorbire dall’esterno. L’ideale è conservarli nella loro confezione oppure in contenitori ben isolati.

 

A proposito di farfalline

Le farfalline non arrivano da fuori. Non è la tua cucina ad essere infestata, ma sono presenti nelle farine. 
Le uova vengono deposte dall’adulto sul chicco, quando ancora la spiga sta maturando nel campo.
Quelle che schiudono nel pacchetto, sono le uova che hanno resistito alla pulizia del chicco, alla macinatura e hanno trovato nella tua cucina un ambiente stimolante per schiudersi.

I chicchi vengono puliti mediante raschiamento della superficie, ma qualcosa può sempre sfuggire. I chicchi vengono schiacciati dalle macine, ma le uova, che sono molto piccole, possono superare questa fase.
Quindi le uova rimaste possono schiudere, soprattutto quando sentono temperature calde.

Come fare per evitare le farfalline?

La presenza di farfalline, da sola, non è un sintomo di farina andata a male. E’ una prova (anche se spiacevole) che le farine non hanno subito trattamenti chimici di conservazione. 
E’ possibile che accada e si può prevenire ed evitare.
Come abbiamo già accennato, puoi prevenire la schiusa mantenendo le farine in frigo. Se non hai spazio in frigo, durante i periodi più caldi, puoi passarle una volta al mese per 48 ore in freezer. Questo ferma le uova che si stanno attivando per schiudere.
Se ti accorgi che poche farfalline sono schiuse ma la farina non ha un odore o un gusto rancido, puoi far passare la farina attraverso un setaccio e poi usarla per la tua ricetta.

E’ possibile, ma più raro, che le farfalline (o altri insetti) si sviluppino anche all’interno di sacchetti di pasta secca. Soprattutto se questi vengono dimenticati per molti mesi in ambienti non idonei alla conservazione.
Anche in questo caso è sufficiente fare attenzione a conservare i pacchetti in luoghi freschi e asciutti. Nel caso in cui troviate insetti nel sacchetto, però il consiglio è quello di non consumare il prodotto, proprio perché immaginiamo che sia stato mal conservato per molto molto tempo.